Spintronica e quantistica: un ricercatore del PSI riceve un importante finanziamento
Giacomo Sala unisce due discipline della fisica finora separate: la spintronica, ormai consolidata, e la giovane geometria quantistica. Il suo progetto Q-GEOMSPIN presso l’Istituto Paul Scherrer PSI potrebbe aprire la strada a sistemi di archiviazione dati più efficienti – e ora riceve un finanziamento di circa 2,2 milioni di CHF dal Consiglio europeo della ricerca (ERC).
- Il fisico del PSI Giacomo Sala riceve circa 2,2 milioni di CHF dal Consiglio europeo della ricerca (ERC).
- Nel progetto Q-GEOMSPIN, riunisce due ambiti di ricerca che finora sono stati studiati in modo largamente separato.
- Da questa ricerca di base potrebbero nascere in futuro sistemi di archiviazione dati e processori più efficienti dal punto di vista energetico.
Il fisico del PSI Giacomo Sala si è aggiudicato una delle ambite sovvenzioni del Consiglio europeo della ricerca (ERC): un cosiddetto «Starting Grant». L’ERC sosterrà il progetto Q-GEOMSPIN di Sala con 2,3 milioni di euro (circa 2,2 milioni di CHF) nei prossimi cinque anni. Poiché dalla fine del 2025 la Svizzera è nuovamente pienamente associata ai programmi di finanziamento della ricerca dell’Unione Europea, Sala riceve questo finanziamento direttamente dall’ERC.
L’aspetto straordinario dell’iniziativa di Sala è la combinazione di due settori di ricerca – la spintronica e la geometria quantistica – in un nuovo campo di ricerca. Le conoscenze che ne deriveranno potrebbero aprire, a lungo termine, nuove possibilità per i dispositivi di memorizzazione dati spintronici. Inoltre, potrebbero contribuire a ricavare piccole quantità di energia e a sviluppare nuove proprietà dei materiali.
L’idea di Q-GEOMSPIN è nata durante due tappe della precedente carriera scientifica di Sala. Durante il dottorato all’ETH di Zurigo ha svolto ricerche sulla spintronica e sul magnetismo. Poco dopo, come post-dottorando all’Università di Ginevra, si è dedicato alla geometria quantistica. La combinazione di queste due prospettive lo ha portato a chiedersi se la geometria quantistica generi effetti spintronici finora trascurati. «Per quanto ne so, finora nessuno ha collegato sperimentalmente questi due campi», afferma il fisico sperimentale del Centro di ricerca sui neutroni e sui muoni del PSI.
Una lacuna nella mappa della spintronica
La spintronica è un campo scientifico consolidato da trent’anni. La sua importanza è stata sottolineata da un Premio Nobel per la Fisica, assegnato nel 2007 proprio per la ricerca in questo campo. La spintronica sfrutta lo spin – la rotazione intrinseca – degli elettroni per memorizzare informazioni.
Negli ultimi anni, tuttavia, è emerso che la spintronica presenta, per così dire, ancora una zona d’ombra: alcuni studi di fisica teorica suggeriscono che determinati fenomeni spintronici possano essere previsti, compresi e controllati grazie alla giovane disciplina della geometria quantistica. Nello specifico, si tratta di un sottocampo della geometria quantistica: la metrica quantistica.
Per illustrare il concetto di metrica quantistica, Sala ricorre ad un’analogia: la gravità. La forza gravitazionale fa sì che la Terra ruoti attorno al Sole. Secondo Albert Einstein, tuttavia, la spiegazione corretta di questo fenomeno è una curvatura dello spazio causata dalla massa del Sole. «Lo stesso vale per gli elettroni quando si muovono attraverso un solido», spiega Sala. A causa della metrica quantistica, lo spazio degli impulsi si curva. Gli elettroni «percepiscono» questo fenomeno e vengono di conseguenza deviati.
Grazie al finanziamento ora concesso, Giacomo Sala potrà assumere due dottorandi e una persona a livello post-dottorato. Insieme a questo piccolo team, nell’ambito del progetto Q-GEOMSPIN studierà, tra l’altro, i materiali topologici. Si tratta di solidi che all’interno sono isolanti, mentre in superficie conducono la corrente elettrica. Il programma prevede anche lo studio di composti ossidici e dei cosiddetti materiali bidimensionali di Van der Waals, come il grafene.
L’elettronica sfrutta solo la carica degli elettroni: la corrente scorre o non scorre – da ciò derivano gli zero e gli uno nell’elaborazione digitale dei dati. Si sfrutta quindi il movimento della carica.
La spintronica aggiunge una seconda proprietà: lo spin, il momento angolare proprio della meccanica quantistica. In parole semplici: un orientamento degli elettroni verso l’alto o verso il basso. Questa proprietà può essere sfruttata per la trasmissione di informazioni.
La geometria quantistica descrive la struttura geometrica delle funzioni d’onda degli elettroni nei solidi. Una sua componente, la metrica quantistica, agisce come una forza gravitazionale integrata nel materiale e devia gli elettroni. La novità della metrica quantistica sta nel fatto che questa geometria stessa diventa una grandezza di controllo e può essere collegata allo spin.
Luce di sincrotrone e nanotecnologia: il PSI offre l’infrastruttura necessaria
Sala e il suo team realizzeranno e misureranno strutture di dimensioni di pochi micrometri. Queste saranno raffreddate fino a temperature vicine allo zero assoluto (–273,15 gradi Celsius). A tal fine, il PSI acquista, grazie ai fondi dell’ERC, uno speciale criostato: un dispositivo di raffreddamento in grado di generare anche forti campi magnetici. Al suo interno viene fatta passare una corrente elettrica attraverso il campione e viene misurata la deviazione degli elettroni. In questo modo, i ricercatori cercano in modo mirato effetti non lineari, ovvero situazioni in cui piccole variazioni della tensione o del campo magnetico portano a grandi cambiamenti nella misurazione. In queste anomalie si aspettano di trovare indizi sulla geometria quantistica.
Il fatto che Sala sia giunto al PSI per il suo progetto è legato all’orientamento strategico della ricerca e alle infrastrutture uniche dell’istituto. Nel nuovo «Quantum Matter and Materials Center» del PSI, abbreviato in QMMC, si riuniscono i lavori di diversi gruppi di ricerca del PSI nel campo della materia e dei materiali quantistici. Q-GEOMSPIN si inserisce perfettamente in questo nuovo polo di ricerca quantistica.
Il PSI mette infatti a disposizione tutte le strutture di cui Sala e il suo team avranno bisogno per produrre e caratterizzare materiali, realizzare microcomponenti ed effettuare misurazioni a basse temperature. Tra le altre cose, il team utilizzerà la sorgente di luce sincrotrone svizzera SLS e la nuova camera bianca o cleanroom «PICO» del PSI, gestita dal gruppo di ricerca di nanotecnologia e perfettamente adatta alla produzione di componenti minuscoli. Anche la sorgente svizzera di neutroni a spallazione SINQ del PSI potrebbe offrire interessanti opportunità per la loro ricerca.
Q-GEOMSPIN potrebbe finalmente segnare una grande svolta per la spintronica. Ad eccezione della magnetoresistenza gigante, scoperta negli anni ’80 e che poco dopo ha moltiplicato la densità di memorizzazione dei dischi rigidi dei computer, le applicazioni commerciali sono state finora rare. Nella lista dei desideri figurano ora memorie spintroniche (MRAM) più potenti o processori per computer che funzionino sul modello del cervello. Si discute anche di idee insolite come la raccolta di energia dalle onde radio Wi-Fi inutilizzate. Giacomo Sala rimane realista: «Q-GEOMSPIN è pura ricerca di base. Ma è importante per sviluppare applicazioni a partire da essa.»
Informazioni sul PSI
L'Istituto Paul Scherrer PSI è il più grande istituto di ricerca per le scienze naturali e ingegneristiche della Svizzera. È la sede centrale delle grandi infrastrutture di ricerca della Svizzera, a disposizione della scienza e dell’industria. La sua attività di ricerca comprende tecnologie del futuro, energia e clima, innovazione sanitaria e fondamenti della natura. Il budget annuale è di 450 milioni di franchi svizzeri. Il PSI impiega 2300 persone, di cui circa un quarto sono ricercatori post-dottorato, dottorandi o apprendisti. Il PSI fa parte del settore dei PF, che comprende anche i Politecnici federali di Zurigo e di Losanna, nonché gli altri istituti federali di ricerca Empa, Eawag e WSL. (Al 06/2026)
Contatto
Dr. Giacomo Sala
PSI Center for Neutron and Muon Sciences
Istituto Paul Scherrer PSI
+41 56 310 48 70
giacomo.sala@psi.ch
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